
Lei lo aveva lasciato dopo che lui aveva messo le mani addosso a sua figlia, un'adolescente avuta da una precedente relazione: quelle molestie sessuali avevano portato a una denuncia e a un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall'ex fidanzata e dalla ragazzina, ma in più occasioni l'uomo aveva vìolato il provvedimento, scatenando violenti litigi.
Potrebbe essere questo il retroscena della morte della donna trovata carbonizzata ieri in un casolare abbandonato, andato a fuoco a Castello d'Argile, nella campagna bolognese: l'identificazione ufficiale manca, ma per i carabinieri si tratta di Atika Gharib, 32enne di origine marocchina, residente a Ferrara, di cui era stata appena denunciata la scomparsa.
Le indagini sulla morte della donna, coordinate dal pm Tommaso Pierini e dal procuratore aggiunto Francesco Caleca, sono per omicidio e distruzione di cadavere, reati per i quali è indagato l'ex fidanzato della donna, il 42enne M'hamed Chamekh. L'uomo è stato fermato in mattinata dalla polizia Ferroviaria a Ventimiglia, mentre molto probabilmente tentava di lasciare l'Italia in treno, forse per poi raggiungere il Marocco: nel pomeriggio la Procura di Bologna ha emesso nei suoi confronti un decreto di fermo, eseguito dai carabinieri del nucleo Investigativo di Bologna insieme con gli agenti della Polfer ligure.
Sarebbe stata una telefonata in patria a "tradirlo": ieri l'uomo ha chiamato una sorella in Marocco, anche facendo alcune ammissioni sull'omicidio; la donna avrebbe poi avvertito un familiare della vittima in Italia, facendo scattare le indagini che hanno riportato i carabinieri a Castello d'Argile.
L'incendio del casolare era scoppiato la notte fra domenica e lunedì, ma il cadavere è stato scoperto solo il pomeriggio successivo, sotto le macerie al primo piano del cascinale, dove militari e vigili del Fuoco sono tornati appunto dopo la segnalazione di una parente di Atika. Già ieri, dopo la scoperta del cadavere, i carabinieri di Bologna avevano avuto sospetti sull'ex compagno della donna scomparsa e lo stavano cercando: prima che fosse "intercettato" fra Sestri Levante e Ventimiglia, avevano già localizzato il suo cellulare in Liguria.
L'episodio delle molestie sessuali alla figlia di Atika risale a poche settimane fa: come detto, è per questo che la 32enne, dopo averlo denunciato ai carabinieri di Ferrara, aveva troncato la relazione, che era incominciata lo scorso inverno. L'uomo però non si sarebbe rassegnato e avrebbe continuato a importunarla. Le modalità con cui la donna è stata uccisa non sono ancora state chiarite: qualche risposta potrà arrivare con l'autopsia.
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