#Pozzo d'Adda: lui (🇮🇹 45) strangola la compagna (🇨🇮 26) poi prova a suicidarsi

Il maledetto epilogo di una tragedia annunciata è arrivato silenzioso nella notte tra lunedì e martedì, quando all'interno dell'abitazione si è consumato l'omicidio di Charlotte e il successivo tentato suicidio di Carmelo Angelo. Stando ai primi rilievi dei carabinieri della Ris e dei militari della Compagnia di Cassano D'Adda, a un certo punto l'uomo ha stretto le sue mani attorno al collo della 26enne fino a ucciderla.Probabilmente dopo aver ammazzato Charlotte, di origini ivoriane ma adottata da una famiglia bergamasca, ha preso il telefono ed ha annunciato alla sua ex moglie che stava per farsi fuori. "Ho fatto una cazzata. Mi voglio suicidare", avrebbe confidato alla donna quando mancavano pochi minuti alle 4. A chiedere aiuto al 112 è stata proprio lei, alla quale sono affidati i tre figli avuti dalla relazione con Carmelo Angelo. Che non aveva precedenti e lavorava in una stamperia in provincia di Bergamo.
La corsa di ambulanze e carabinieri è stata disperata. Nell'appartamento del condominio rosa gli operatori hanno trovato un cadavere, quello di Charlotte, e un ferito in una pozza di sangue e con un coltello conficcato sul torace, Fiore. I medici lo hanno portato via d'urgenza all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non si è ucciso. Ha fallito e non dovrebbe essere in pericolo di vita. In quelle quattro mura, a quel punto, è cominciato un via vai di uomini in divisa e investigatori. Il corpo della 26enne, che verrà portata via attorno alle 11, non aveva segni evidenti di violenza.
Nessun segno. Nessuna denuncia nemmeno l'ultima volta che aveva raccontato ai carabinieri che il 45enne l'aveva aggredita durante una lite. Solo pochi giorni prima dell'omicidio. Akassi Yapi aveva raccontato di essere stata strattonata dai capelli ma poi aveva preferito non formalizzare la querela.
Stessa scelta di un anno prima, a settembre 2018. In quell'occasione era finita in ospedale con dieci giorni di prognosi. Nell'alterco, violentissimo per modalità, Fiore aveva riportato la frattura di un dito. Per quella falange, invece, lui l'aveva denunciata ma poi si era pentito e, fretta e furia, pochi giorni dopo aveva ritirato la denuncia facendo marcia indietro. Un'opzione, quella del pentimento, che dopo l'alba di martedì non riporterà in vita la povera Charlotte.
Fonte: https://www.milanotoday.it/cronaca/omicidio/charlotte-akasso-yapi-carmelo-angelo-fiore.html

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